Ti racconto #TessereDigitali Il seminario di studio organizzato dall'ACR nazionale

Quello che si è tenuto a Bologna nel fine settimana del 26 e 27 novembre non è stato sicuramente un convenzionale seminario di studio per gli educatori ACR di tutta Italia. Anche la nostra Diocesi è stata ben rappresentata con 14 educatori dalle parrocchie di Bellocchi, Cuccurano, Sant’Orso e Torrette di Fano: giovani educatori dai 15 ai 27 anni, felici del loro impegno educativo, desiderosi di formarsi e di vivere a pieno il contesto associativo che l’Azione Cattolica dei Ragazzi può offrire.

Perché non convenzionale? Perché #TessereDigitali – questo era il titolo – è stato un momento di conclusione e di sintesi. Sì, è vero, andava a concludere la riflessione nata a febbraio a Firenze, #CrescereDigitali, ma non solo! #TessereDigitali è stato l’atto finale di un processo iniziato già nel novembre 2014, quando gli educatori ACR si incontrarono a Roma per festeggiare i 45 anni di questa bellissima articolazione dell’Azione Cattolica e i 25 anni dalla firma della convenzione ONU sui diritti del fanciullo e il protagonismo dei ragazzi.

Dall’universalità dei diritti del fanciullo si è scesi, anno dopo anno, seminario dopo seminario, sempre con più attenzione verso le particolarità dei fanciulli, dei nostri ragazzi. Da lì ci si è impegnati a mettere “avanti il prossimo” (parafrasando il titolo di un altro seminario di studio, tenutosi ad Ancona), ovvero essere attenti alle varie forme di povertà che i nostri ragazzi si trovano ad affrontare. Tra queste ha preso forma sempre più in questi anni la mancanza di strumenti e di educazione all’interno del mondo dei social network. I genitori non sempre hanno le conoscenze necessarie per accompagnare i figli in questo mondo digitale, i figli fuggono da quei social che oramai i genitori hanno iniziato ad abitare e frequentare, rimanendo dunque soli all’interno di una nuova umanità digitale che presenta gli stessi problemi del mondo reale, seppure in maniera nuova, subdola, veloce e incontrollabile.

Noi educatori, chiamati a stare dove i ragazzi stanno, non dobbiamo rinunciare a intessere relazioni e accompagnare i nostri ragazzi anche in questo nuovo mondo. Una realtà digitale che si compenetra con quella reale tanto che i confini dell’una e dell’altra si sono sbiaditi e quasi completamente confusi. Noi educatori siamo chiamati, come citava il convegno ACR del 2015, ad essere “all’altezza dei loro cuori”, dei bisogni dei ragazzi e delle loro necessità.

È stata un’esperienza di spessore per la dinamicità, la concretezza e l’attenzione che è stata messa per organizzare sia gli interventi dei numerosi esperti accorsi sia per i workshop che hanno animato il pomeriggio di sabato 26 novembre. A terminare, Anna Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’ACR, ha tratto le conclusioni, conclusioni di un triennio di riflessioni e di convegni, del suo secondo triennio di servizio al Centro nazionale.

Incontrare, ascoltare, studiare, accompagnare e condividere sono quindi i 5 verbi che noi educatori portiamo a casa con interesse e voglia di custodire.

Manuel Gasperini

Pubblicato in: ACR

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