I nostri auguri a papa Francesco Due ragazzi dell'ACR della nostra associazione hanno incontrato il Santo Padre

Emozionante e coinvolgete. Ecco le due parole che riassumono l’esperienza dell’incontro con papa Francesco dello scorso 19 dicembre. Un’occasione che mi ha permesso di accompagnare Erica e Duccio, due ragazzi dell’ACR della nostra Diocesi, più precisamente della parrocchia di Pergola, a Roma per gli auguri natalizi al Papa. Infatti dal 1974, su iniziativa del pontefice Paolo VI, è in voga la tradizione che alcuni ragazzi dell’Azione Cattolica si rechino in udienza particolare dal Santo Padre per porgere gli auguri natalizi, a nome di tutta l’associazione. Quest’anno, con grande sorpresa, tra le dodici diocesi partecipanti è stata scelta proprio la Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola e subito con gioia l’ACR diocesana si è adoperata per far in modo di vivere al meglio questa esperienza.

Domenica 18 dicembre io, Duccio ed Erica siamo partiti, accompagnati dai loro genitori, assieme al parroco don Filippo e al loro responsabile parrocchiale ACR Christian Savelli. Arrivati a Roma siamo stati accolti dai Consiglieri nazionali e dai collaboratori dell’Ufficio centrale dell’ACR, oltre che dalla responsabile nazionale Anna Teresa Borrelli, dall’assistente nazionale don Marco Ghiazza e dal presidente nazionale Matteo Truffelli. Fin da subito si è percepita l’aria di familiarità, anche grazie alla singolare capacità di Duccio ed Erica di mettersi in gioco.

Il giorno tanto atteso arriva e per l’occasione c’era stato richiesto di portare un regalo al Papa, qualcosa di utile per le numerose attività benefiche messe in opera dal Pontefice. Quindi partiamo per San Pietro con l’emozione che iniziava a salire. Dopo essere arrivati ed entrati nella sala delle udienze, la curiosità e l’attesa crescevano sempre di più; ci venivano in mente mille pensieri, mille domande da fargli, ci immaginavamo come sarebbe entrato (anche scherzandoci su) e che emozioni avremo provato. Poi ecco che arriva e per un nanosecondo siamo rimasti tutti in silenzio, quasi impietriti al suo arrivo perché consapevoli di essere proprio noi, quel giorno lì, davanti a lui. Un momento che viene subito spezzato dal classico saluto dell’ACR 1, 2, 3, 4, 5 e 6 ciao, che piace molto anche a papa Francesco e che dà così inizio all’udienza. Un incontro speciale, ristretto, molto intenso e significativo, nel quale la gioia espressa dai ragazzi è stata condivisa con il calore e l’amicizia del Papa. Un incontro avvenuto tramite lo scambio degli auguri, iniziato con la lettura del testo degli auguri acierrini e continuato poi con il discorso del Papa.

Penso che sia stato un scambio sincero, vero, puro, dove al di là di tutte le strutture, di tutte le convenzioni e burocrazie, in quella stanza veramente c’è stato l’incontro tra persone, tra generazioni, tra cristiani che hanno a cuore il bene della Chiesa. Il Papa, anche in questa occasione, ha dimostrato la sua grande umanità e la sua capacità comunicativa, tanto da assegnare ai ragazzi, ma anche a tutti noi, un compito: «Ecco il compito: parlare con i nonni, ascoltare i nonni. Domandate a loro tante cose, ascoltateli, loro hanno la memoria della storia, l’esperienza della vita e per voi questo sarà un grande dono che vi aiuterà nel vostro cammino. Anche loro hanno bisogno di ascoltarvi, di capire le vostre aspirazioni, le vostre speranze». La sua capacità di parlare a tutti, di essere vicino anche ai più piccoli, ci ha ancora una volta lasciati senza parole.

Dopo aver stretto a ciascuno la mano e accettato i regali di ognuno, ci ha congedati. Per i ragazzi non è però finita qui. Infatti, nel pomeriggio, erano attesi a TV2000 per essere protagonisti, assieme alla responsabile e all’assistente nazionale, del programma Il diario di papa Francesco per raccontare com’è stato questo incontro. È stato bello ascoltare le loro risposte, le loro idee, la loro visione delle cose. Ed è per questo che ci tengo, a nome della nostra associazione, a sottolineare come l’ACR sia un dono prezioso per i nostri ragazzi, dove sono chiamati per primi a essere seguaci di Gesù, a essere suoi amici. Anche loro possono e devono contribuire a rendere bella la nostra Chiesa, a loro misura e all’altezza dei loro occhi.

Erika Landini

Pubblicato in: ACR

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