Tutto pronto per… uno scatto d’amore Il resoconto e il materiale del campo educatori e animatori 2017

Nel pieno del mese di agosto, quando le esperienze parrocchiali e diocesani del periodo estivo si sono da poco concluse, si colloca quello che è un appuntamento imperdibile per la formazione di chi si spende nel servizio verso ragazzi e giovani. È il Campo educatori e animatori preparato dall’Azione Cattolica diocesana, dall’emblematico titolo Scatto d’amore, che anche quest’anno ha coinvolto decine di persone. Dal 13 al 18 agosto, presso la pieve di San Cassiano in Castelcavallino di Urbino, come da tradizione si è cercato di studiare il cammino del prossimo anno pastorale, partendo dall’icona biblica dell’obolo della vedova del Vangelo di Marco (12,38-44) che farà da sfondo a tutta la proposta associativa.

Dopo un iniziale excursus sull’intero testo di Marco, guidato da don Marco Presciutti, ci si è lasciati sin da subito con uno stimolo importante: «Noi siamo immagine di Dio, ma dobbiamo impegnarci per diventare veramente somiglianti a Lui. Solo così permetteremo a Dio di regnare». Ne è poi seguito, il giorno seguente, l’approfondimento del brano guida per l’anno 2017-2018, in cui la povera vedova dona tutta la sua pochezza, diventando al tempo stesso simbolo di generosità ed esempio di affidamento. Don Andrea Franceschini ha successivamente aiutato i tanti educatori e animatori a immergersi in questa pericope presa da quello che si potrebbe definire il “cuore” del Vangelo di Marco, per la densità dei temi che vi si ritrovano. «Ogni opera d’arte nasce dalla consapevolezza di un limite. Lo sguardo sotto al quale ci poniamo ci cambia; c’è uno sguardo che ci tritura e uno che non dà importanza a come siamo. Chi non vede la bellezza dell’altro deve fermarsi perché si dimentica che l’altra persona è immagine di Dio». Ecco che, per dirla con le parole di don Andrea, ciascuno diventa debitore di uno sguardo nei confronti dell’altro, in quanto uno sguardo è proprio il primo atto d’amore che si può donare. Da qui lo sguardo si è rivolto alla situazione di preadolescenti e adolescenti dei giorni nostri, chiamando a rapporto l’esperienza dei presenti che hanno provato ad approcciare una nuova attenzione educativa che possa adattarsi alla fluidità degli schemi contemporanei.

Trascorsa la giornata della festa dell’Assunzione di Maria, in cui la formazione è stata temporaneamente sospesa in virtù di una semplice giornata di fraternità, l’obiettivo si è rivolto verso quella che è la realtà in cui ci si trova a vivere. Riccardo Borini, dell’ambito sociale comprendente Fano e i comuni ad esso limitrofi, ha riportato lo stato dell’arte in termine di disagio dei minori, affiancando alcuni esempi di buone prassi e spronando a rivalorizzare il sogno originario di abitare la comunità. A completare questo capitolo, è intervenuta Elisa Bilancioni che, illustrando il progetto di Fano città dei bambini, ha portato un validissimo modello di lavoro di squadra fra quei soggetti, anche istituzionali, che condividono la medesima passione educativa.

«Non lasciate ai vostri ragazzi una dipendenza da voi stessi, ma un bel ricordo a cui aggrapparsi nei momenti di bisogno. Dobbiamo essere una compagnia affidabile, non perfetta». Queste le parole di Silvia Sanchini, dell’associazione Agevolando, che ha dato la possibilità di scattare una foto di quelli che sono gli educatori e gli animatori di oggi. In quest’opera è stata supportata dal fotografo Paolo Giommi, che ha condotto un vero studio dell’immagine, ma che metaforicamente ha contribuito a far comprendere come foto tecnicamente perfette spesso siano aride di capacità emotiva. Stesso dicasi di chi si trova ad accompagnare ragazzi e giovani nel loro percorso di crescita.

L’ultimo giorno, a cui si è arrivati mediante attività, giochi, riflessioni e intensi momenti di preghiera, ovvero tutti gli elementi caratterizzanti di questo servizio, è stata la volta della sintesi. Non prima di aver lanciato il cammino verso il Sinodo dei Vescovi sui giovani, che si terrà nell’ottobre 2018, presentato proprio da don Steven Carboni, responsabile del servizio diocesano per la pastorale giovanile. Infine è stata la stessa presidente diocesana Laura Meletti a sottolineare alcuni tratti di questa intensa settimana organizzata dal Consiglio diocesano di Azione Cattolica, che ha permesso di comprendere che «nonostante tutto è possibile starci, è possibile diventare adulti e rimanere cristiani». Citando un passaggio de Il bene quotidiano di Etty Hillesum, ci si è salutati con un invito di estrema concretezza, nonostante il suo radicamento spirituale: «Dobbiamo essere capaci di sogni, progetti, grandi idee. Possiamo assomigliarGli!».

MI

MATERIALE

 

 

Pubblicato in: News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *