«Vi precede in Galilea» Giornata unitaria diocesana

L’anno associativo che stiamo per iniziare si inserisce nella cornice degli Orientamenti triennali nazionali, che presenteremo proprio domenica 1° ottobre presso la casa pastorale “Don Remo Bianchi” di Vergineto di Barchi a tutti i consigli parrocchiali di Azione Cattolica. Vi precede in Galilea, questo è il titolo del documento, l’annuncio dell’angelo alle donne che si erano recate al sepolcro. Abbiamo anche da poco ricevuto le indicazioni pastorali da parte del Vescovo, frutto di un cammino di discernimento iniziato già diversi mesi fa con l’intervento di monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini. Ci aspetta un periodo denso di eventi ecclesiali, come i festeggiamenti per i 150 anni dell’Azione Cattolica Italiana e il Sinodo dei Vescovi sui giovani.

L’invito che ci viene dall’AC per i prossimi anni è quello di non perdere di vista per “Chi” ci mettiamo in gioco. Tornare in Galilea significa tornare con il cuore lì dove è avvenuto il nostro primo incontro con il Signore: nella semplicità di una saletta parrocchiale, nell’insegnamento dei nonni o dei genitori, nella testimonianza di sacerdote o di un educatore, in un gruppo dove tutto è sembrato possibile e a nostra misura, in una classe dove il bisogno di un compagno ci ha interrogato, in un luogo di lavoro dove i problemi si sono trasformati in necessità di impegno. Ciascuno ha la propria “Galilea”. Non si tratta però di far rivivere vecchi ricordi e nostalgie, ma di fare memoria di una cosa essenziale: senza Gesù non andiamo da nessuna parte. Nella nostra personale “Galilea” abbiamo imparato che ogni cosa bella e buona scaturisce dall’incontro personale con il Signore!

In questo contesto, il primo anno del triennio ha come tema Tutto quanto aveva per vivere, espressione che troviamo nell’episodio evangelico della vedova che, di fronte al bisogno, non offre poco o molto o qualcosa, ma tutto. Come abbiamo visto anche al campo educatori e animatori di questa estate, da questo brano troviamo l’invito a non essere “ragionieri”, ma “tesorieri”. Il ragioniere mette sulla bilancia pro e contro di ogni cosa. Misura l’impegno, il lavoro e cerca di far quadrare i conti. Il ragioniere non deve mai perderci nulla. Il tesoriere deve invece custodire e valorizzare un grande tesoro ricevuto in eredità, e per farcela offre tutto di se stesso, si dona completamente. Avverte la responsabilità di un tesoro che non è suo eppure deve far fruttare.
Il verbo che l’AC affianca al brano della vedova del vangelo di Marco è custodire. Il dono particolare che dobbiamo custodire è certo anche quello dell’AC e non lo si custodisce chiudendolo in una cassaforte, nella comoda sicurezza di un gruppo in cui “stiamo bene tra noi”. Si custodisce non chiudendosi, ma aprendosi, comunicando, relazionandosi, vincendo timidezze e paure, lanciandosi verso l’altro e verso gli altri. L’AC è maestra da 150 anni di questa dinamica virtuosa.

Dal punto di vista diocesano cercheremo di vivere sia il “ritorno in Galilea” sia la dinamica dell’uscire che consente di “custodire” il grande tesoro, partendo dalle nostre associazioni parrocchiali e interparrocchiali. Quindi, sin dalla giornata del 1° ottobre, proviamo a metterci “tutto quanto abbiamo” e impariamo a “scattare” per vincere la pigrizia della poltrona, da cui ci ha messo in guardia papa Francesco lo scorso 30 aprile.

Laura, don Gianfranco e gli amici della Presidenza diocesana

PROGRAMMA:
ore 9:15 – Arrivi e caffè di benvenuto
ore 9:45 – Santa Messa (con la comunità)
ore 11:00 – «Vi precede in Galilea». Momento di formazione sugli orientamenti triennali 2017-2020
ore 12:45 – Pranzo
ore 14:30 – Lavori divisi in settori e ACR
ore 16:30 – Saluti

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