Custodi del nostro tempo Si è concluso il primo ritiro per Adulti-Giovani

Il settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana ha organizzato due giorni, durante il weekend del 25 e 26 novembre, per Adulti-Giovani tra i 30 e i 40 anni, presso la casa “don Remo Bianchi” di Barchi. Uno dei punti di forza da sempre dell’Azione Cattolica è quello di pensare dei percorsi formativi per le varie fasce d’età. Anche nel mondo degli adulti, anagraficamente dai 30 anni in su, non si può pensare a un unico percorso perché anche dentro questo bel mondo ci sono sfumature e vissuti diversi. Da qui l’idea dell’equipe diocesana di pensare questi due giorni per chi ha trascorso la giovinezza e si è affacciato al mondo adulto da poco.

Aiutati da San Giuseppe, grazie alle meditazioni di don Luciano Gattei e Lorella Girolametti, abbiamo riflettuto sul custodire, parola di riferimento in questo primo anno del triennio associativo. San Giuseppe è custode per eccellenza del sogno di Dio, uomo chiamato a collaborare per custodire questo progetto in relazione con Lui, si fida, non teme. Don Luciano ci ha ricordato che, come San Giuseppe, anche noi oggi siamo chiamati a essere collaboratori del sogno di Dio per l’umanità, custodendo tre aspetti fondamentali: custodire noi stessi e la nostra fede, custodire l’altro, custodire la famiglia, la comunità, la Chiesa. Per custodire noi stessi dovremmo nutrirci ogni giorno della parola di Dio per vincere la paura. Paura del giudizio degli altri, paura di donarsi. Dovremmo ogni giorno nutrirci di ciò che ci aiuta a fidarci di Dio e del suo progetto. Poi subentra l’altro, di cui farci custodi: coniuge, amico, collega, conoscente. E infine la dimensione comunitaria. Anche noi siamo chiamati a custodire la Chiesa nella diversità dei carismi: se i doni che abbiamo ricevuto sono integrati nella comunità, vivono nella comunione e diventano fecondi. Se la Chiesa vive la comunione diventa testimonianza di pace. Lorella, entrando in profondità, ci ha invitati a fare memoria ogni giorno di quello che abbiamo di prezioso nelle nostre vite per riconoscerlo e custodirlo. Occorre dedicarsi e dedicare tempo, perché custodire è uno dei verbi dell’amore, è fare spazio, è donare tempo a qualcosa di prezioso.

Marco Rupoli

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