Pronti a produrre “scatti di pace” Veglia e Marcia della Pace in programma a Fano per sabato 27 gennaio

Anche quest’anno, in occasione del mese della Pace, sabato 27 gennaio prenderanno vita la Marcia e la Veglia della pace, per la prima volta in un unico evento diocesano: ragazzi, giovani e adulti, come unico popolo in cammino, marceranno insieme per testimoniare che la pace è possibile. Un appuntamento organizzato dalla sinergia nata fra l’Azione Cattolica, la Caritas e la Sala della Pace della diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola.

Durante il radunarsi dei partecipanti, previsto per le ore 15:30 presso l’anfiteatro “Rastatt” di Fano, si terrà il momento di accoglienza e una testimonianza: Matthias Canapini, giovane fanese che con la sua macchina fotografica insegue storie viaggiando qua e là per l’Italia e il mondo, condividerà la sua esperienza proprio attraverso le sue immagini, proponendo ai presenti quelle che hanno maggiormente colpito la sua attenzione. Per questo motivo «Scatti di Pace» è lo slogan della marcia, durante la quale alcuni scatti del fotoreporter accompagneranno il cammino che si snoderà lungo il centro storico, fino ad arrivare alla chiesa di Santa Maria Nuova.

Qui, con il vescovo Armando Trasarti, si terrà la Veglia. Un momento di preghiera aperto a tutti i partecipanti, in cui saranno le parole di papa Francesco, assieme alla parabola del buon samaritano, ad aiutare l’assembla a riflettere su come oggi si può agire per vivere in un mondo di Pace. Mai come quest’anno, infatti, il Papa invita la Chiesa a farsi prossima dei fratelli migranti, nell’auspicio che questo processo possa trasformare «in cantieri di pace le nostre città, spesso divise e polarizzate da conflitti che riguardano proprio la presenza di migranti e rifugiati» (dal Messaggio del Santo Padre Francesco per la LI Giornata Mondiale della Pace). Una trasformazione in fondo già avviata e a cui siamo abituati, che riscopriremo proprio recandoci in alcuni luoghi-simbolo di questa pace quotidiana e che oggi caratterizzano la nostra città.

Tutti, in questo particolare frangente storico, siamo chiamati a guardare il mondo che ci circonda, partendo proprio dal nostro quotidiano. «Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo saprà scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacità, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono […]; così da spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei “limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso”». È necessario “scattare” immagini nella nostra mente per immortalare momenti e situazioni, per fare in modo di non dimenticarsi che la responsabilità di un mondo di Pace parte da ciascuno di noi.

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