«Esercizi quotidiani di Pace» In oltre 700 per rispondere all’invito di papa Francesco

Tantissime le persone che si sono lasciate interrogare e che hanno voluto lanciare un forte segnale di pace, sabato 27 gennaio scorso, in occasione della Marcia e della Veglia della Pace. L’evento, promosso dall’Azione Cattolica, dalla Caritas della diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola e patrocinato dal Comune di Fano, è iniziato con il ritrovo presso l’anfiteatro “Rastatt” di Fano, proprio di fronte a quel mare in cui da sempre si affidano sogni carichi di speranza, spesso dal diverso epilogo, per coloro che decidono di attraversarlo. E proprio da qui, nonostante le temperature non propriamente favorevoli, diverse centinaia di ragazzi, giovani e adulti hanno ascoltato la testimonianza di Matthias Canapini, fotografo di umanità, che con i suoi “scatti di pace” racconta il dramma della guerra, l’ingiustizia delle persecuzioni e la difficoltà di chi è costretto ad allontanarsi dal proprio paese. Foto scattate non semplicemente per documentare fatti, ma raccontare quell’empatia che è estremamente facile instaurare con popolazioni che comunemente si ritengono estremamente diverse da noi. «Un invito a scendere in strada, parlare con la gente, – ha commentato Canapini – proprio perché non ci si salva da soli». In quest’ampia ottica trovano senso i due progetti di solidarietà proposti in concomitanza di questo evento, uno ideato a livello nazionale con l’organizzazione Terre des Hommes a supporto dei bambini dell’Iraq e l’altro a sostegno di un “agrinido” colpito dal terremoto nel sud delle Marche.

Prima di mettersi in marcia, anche il sindaco della città di Fano, Massimo Seri, ha voluto rivolgere il suo pensiero: «Quello di papa Francesco è un messaggio che invita noi amministratori a lavorare in questo particolare momento in cui le ondate migratorie hanno il cattivo sapore di un ritorno al passato fatto di povertà, sfruttamento e lesione dei diritti umani. Un fenomeno che pone noi di fronte a tutti i limiti delle nostre società moderne. – ha poi proseguito Seri – Praticare la pace è forse l’unico modo per arrivare alla pace. E sono contento di esser qui proprio oggi, che è anche il giorno dedicato alla memoria delle vittime dell’Olocausto».

Il corteo, procedendo verso il centro cittadino, ha percorso due delle principali vie, così da aumentare la visibilità di una sorta di possibile via per la pace, che già oggi è percorsa da molti. Lungo l’itinerario, sono stati lambiti due luoghi simbolo di questa rivoluzione pacifista, fra i quali è importante ricordare la mediateca cittadina, in cui la cultura diventa il miglior antidoto verso qualsiasi germe di logiche prevaricatrici.

All’arrivo a Santa Maria Nuova, in cui sono stati proposti alcuni brani del messaggio del Papa per la Giornata mondiale per la Pace, il vescovo Armando Trasarti ha così accolto i tanti presenti: «Occorre fare esercizi di educazione alla Pace. Non dite mai “io sono contro di te”. Esercitiamoci giorno per giorno affinché questi esercizi diventino una virtuosa abitudine». E fra queste si inseriscono le attenzioni suggerite dallo stesso Papa, ovvero accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Un ambizioso progetto di pace.


Un ringraziamento particolare a:

                                  


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