Vittorio Bachelet Biografia breve

Vittorio Bachelet nasce a Roma il 20 febbraio 1926, da una famiglia benestante e ultimo di 9 fratelli. Ha vissuto tra Roma e Bologna, abituato però a spostarsi un po’ per tutta l’Italia.

Dopo essersi laureato in Giurisprudenza e aver frequentato la FUCI, a 25 anni si sposa con Maria Teresa (Miesi), con la quale ebbe due figli.

Appassionato docente universitario di diritto amministrativo, Bachelet non perse il suo interesse per l’educazione a tuttotondo della persona. Lo fece assecondando la sua fede, intuendo in questa sua predilezione una vera vocazione che visse all’interno dell’Azione Cattolica. L’introduzione della Costituzione del ’48 accese in lui una grande fiducia in un futuro in cui le speranze potessero diventare realtà.

Diventato dirigente nazionale dell’Azione Cattolica, partecipa dal 1962 al 1965 ai lavori del Concilio Vaticano II. Forte del vento di cambiamento, riformò l’impegno dei laici cattolici in Italia, riscrivendo lo statuto dell’AC, di cui venne riconfermato presidente ma con una particolarità: non venne più nominato dal Papa, ma eletto dall’assemblea nazionale. Un evento, quest’ultimo, che seguiva la spinta di rinnovamento avviata dal Concilio Vaticano II.

Non poteva di certo essere estraneo al mondo della politica, nel quale partecipa come tesserato al partito della Democrazia Cristiana.

Il 12 febbraio 1980, al termine di una lezione, mentre conversa con la sua assistente Rosy Bindi, viene assassinato da un nucleo armato delle Brigate Rosse, sul mezzanino della scalinata che porta alle aule professori della facoltà di Scienze politiche della Sapienza a Roma.